Cose che succedono la notte

Recensito il 4 gennaio 2021

da Carla Garofalo

Un magistrale incipit fa viaggiare il lettore su un treno verso un luogo ‘ai confini del mondo’ di deprivazione sensoriale in cui ‘l’improvvisa assenza del suono è più spiacevole del baccano’. Un primo approccio spiazzante per il cambio di registro rispetto alle precedenti opere di Peter Cameron, con le quali tuttavia condivide la destrezza dell’autore nell’indugiare sui rapporti di coppia.
In Cose che succedono la notte l’atmosfera metafisica risulta predominante sulle storie, oniriche e buie, in cui non sono necessari i nomi della coppia protagonista, né della cittadina che li ospita, gelida, quasi congelata come i loro rapporti e sentimenti, come se le loro identità fossero una metafora. Hanno nomi quasi tutti gli altri personaggi, invece, pur nelle loro connotazioni surreali e ambigue, come Larus, il cameriere del bar dell’albergo Borgararfjaroasysla Grand Imperial Hotel, la signorina Livia Pinheiro-Rima, ben identificati e descritti. Rimane senza nome anche il senza scrupoli uomo d’affari, ambiguo e perverso.
Cameron, con una seducente esposizione sperimentale, ci trasporta in una storia in cui ‘tutto quello che deve ancora succedere si vedrà’; una storia che sembra cambiare corso nello svolgersi del racconto, spostando l’originario obiettivo del viaggio da un orfanotrofio verso quello inaspettato del guaritore Emmanuel, stravolgendo così l’impostazione iniziale della storia tutta. Sembra che Cameron assegni un ruolo astratto ai protagonisti senza nome della coppia, attribuendo loro ruoli simbolici intrisi di desideri repressi e di paure, di amore e indifferenza, di ambiguità. Il lugubre aspetto del buio albergo senza tempo e senza vita, il continuo bisogno di sonno della donna richiamano costantemente l’incombere della morte, contrastando con l’accecante candore della neve che ammanta tutta la cittadina, cancellando il ricordo della sua identità, delle sue strade, perfino. È un continuo oscillare tra il nero e il bianco, tra la disperazione e la speranza di vita. La fragilità della donna nel fisico distrutto dal cancro in fase terminale, speculare a quella interiore, che per buona parte del racconto si alimenta di incubi e rancori, lascia il posto, di volta in volta spiazzando il lettore, a un improvviso quanto illusorio ed euforizzante anelito di vita ritrovata che fortifica corpo e spirito e che propone la forza della mente, della suggestione che possa esercitare sulla materia (il suo fisico) producendo illusorie energie vitali.
Un finale inatteso, in cui torna il tema dell’adozione del bambino Simon, riabilita il progetto originario della coppia, sia pur tra colpi di scena che riaddensano l’atmosfera metafisica e sospesa lasciando all’approccio soggettivo la chiave di lettura conclusiva.
Un libro che trasportando il lettore in un mondo surreale gli consente di volta in volta in nuove riletture altre sensazioni e interpretazioni.
La traduzione di Giuseppina Oneto, sembra aver rispettato il linguaggio dell’Autore e l’atmosfera surreale. (Carla Garofalo)


Descrizione: “Questo libro è fatto di buio e di neve. Di un treno nella notte e di una coppia senza nome che scende in una stazione deserta del Grande Nord. Di un immenso, lussuoso albergo nel cuore di una foresta. Delle sue stanze chiuse, dei suoi infiniti corridoi, dell’isola di luce del suo bar. Dei suoi ambigui ospiti (…)”

Titolo: Cose che succedono la notte
Autore: Peter Cameron

Editore: Adelphi
Numero pagine: 256
Rilegatura: Brossura
Anno: 2020

ISBN: 9788845935077

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